
Titolo: Il cacciatore di aquiloni
Autore: Khaled Hosseini
Titolo originario: The Kite Runner
Traduttore: Isabella Vaj
Editore: Piemme
Data di Pubblicazione: 2004
Pagine: 394
Prezzo: € 17.50
Il cacciatore di aquiloni è il primo grande romanzo epico afgano.
“
Sono diventato la persona che sono oggi all’età di dodici anni, in una gelida giornata invernale del 1975. Ricordo il momento preciso: ero accovacciato dietro un muro di argilla mezzo diroccato e sbirciavo di nascosto nel vicolo lungo il torrente ghiacciato. E’ stato tanto tempo fa. Ma non è vero, come dicono molti, che si può seppellire il passato. Il passato si aggrappa con i suoi artigli al presente. Sono ventisei anni che sbircio di nascosto in quel vicolo deserto. Oggi me ne rendo conto.”Queste sono le parole di uno dei due protagonisti del libro: Amir, ormai adulto ma sempre combattuto dal rimorso e dal senso di colpa di non essere stato capace di aiutare Hassan (altro protagonista e suo migliore amico) quando ne aveva bisogno.
Insomma di non essere stato capace di dare prova e fedeltà di una vera Amicizia.
Ma la vita si sa a volte è bizzarra, e prima o poi si viene messi nuovamente alla prova per vedere se in qualche modo si ha imparato qualche cosa dagli errori commessi e se ci si può riscattare.
Anche per il nostro Amir succede proprio così, quando una telefonata lo raggiunge nella sua casa di San Francisco, dove si è trasferito in seguito alla fuga dall'afghanistan, capisce che finalmente è arrivato il momento di saldare i conti con i propri errori mai espiati.
Decide così di partire ma ad attenderlo non ci sarà più l'Afghanistan che aveva lasciato da bambino, ma un mondo violento e sinistro dove le donne sono invisibili, la bellezza è fuorilegge e gli aquiloni non volano più.
Amir ripercorre tutti quei posti dove soleva trascorrere il suo tempo con Hassan, ma nulla è rimasto di ciò. Si abbandona ai ricordi di quando partecipavano insieme come due veri amici ai tornei degli aquiloni e di come destreggiavano le loro grandi doti.
Amir ripensa al tempo perso cercando di screditare davanti al padre quello che era il suo unico amico, solo per un pò di "sporco" consenso.
Da bambino era convinto che niente al mondo poteva cambiare certi dati di fatto: Amir, il ricco, era il pilota; Hassan, il servo, era il suo secondo.
L’uno pashtun, l’altro hazara; l’uno sunnita, l’altro sciita; l’uno padrone, l’altro servo. Pensiero che sarà destinato a non avere futuro nella testa di un Amir maturo.
Con questo libro si apprende maggiormente la criticità della situazione afgana dalla fine della monarchia all'invasione russa e dal regime dei Talebani fino ai giorni nostri.
Vivere in posti come questi è cosa ardua, a maggior ragione se si è uno sunnita e si ha per amico uno sciita.
La storia di amicizia tra Amir e Hassan ci proietta una situazione di drammaticità ed estrema difficoltà ma ci insegna ad apprezzare maggiormente quello che abbiamo e soprattutto ad avere dei valori nella vita. Essi sono elementi universali e indivisibili tra gli uomini che non conoscono religione, razza e sesso.
Quindi che aspettate.... perchè non leggere questo libro!

Voto: 10
Crederci sempre arrendersi mai.......ma un sogno che cosa è se un colpo d'ala che si sferra e che trascina su....ci vorrà ci vorrà del tempo ma qualcosa si muove già sotto il segno del cambiamento un pensiero nuovo nascerà, ci vorrà ci vorrà del tempo ma qualcuno ci arriverà quanti vogliono un cielo aperto quanti amano la libertà....
